Il blog di Mindy

Febbre da soap

Pubblicato da: mindybr su: 19 febbraio 2012

Di nuovo uno sguardo al passato, ma torniamo alla serialità made in USA: il periodo in questione è la metà degli  anni ottanta, quando sulle nostre reti imperversavano diverse soap operas americane.

“Capitol” , “Sentieri”(“Guiding Light”), “General Hospital” erano quelle che maggiormente sentivo nominare dalle mie amiche, fedeli telespettatrici, ma ben più ampia era l’offerta delle nostre reti in quel periodo, che comprendeva infatti anche “La valle dei pini” (“All My Children”),”Aspettando il domani” (“Search for Tomorrow”), “Così gira il mondo” (“As the World Turns”) “Febbre d’amore” (“The Young and the Restless”), “Destini” (“Another World”) e “Il tempo della nostra vita” (“Days of our Lives).

Per molto tempo io evitai questo tipo di prodotti, limitandomi a dare un’occhiata ogni tanto: quello che  non mi attraeva era il fatto che  fossero storie di durata indefinita, al contrario  degli sceneggiati che tanto avevo amato fin da bambina  o delle telenovelas brasiliane che avevo seguito con passione, in attesa di quel finale che decideva il destino dei vari personaggi, per cui non avevo intenzione di essere risucchiata nel vortice delle “storie senza fine”.

Poi, però, accadde qualcosa che inesorabilmente mi fece precipitare in quel mondo: tutto nacque da un trafiletto apparso su “Sorrisi e canzoni” nel lontano 1986, in cui si parlava di una nuova serie che partiva su Rai Due,”Quando si ama” in 260 puntate (diceva proprio così, ho ritrovato il ritaglio in questione, che riporto qui in sotto)…ecco, quel “260 puntate” mi spinse a credere che fosse un prodotto finito, così provai a vedere l’episodio pilota, che mi colpì favorevolmente, e nei giorni successivi le puntate giornaliere.

In breve mi appassionai alle movimentate vicende che nascevano all’interno della  lussuosa villa Alden, nella città universitaria di Corinto, nonostante col passare dei mesi mi fossi resa conto che si trattava proprio di quel genere di prodotti che avevo sempre cercato di ignorare…Da quelle prime puntate, viste in compagnia di  mio padre, fu tutto un cercare notizie, fare corse incredibili per non perdere l’appuntamento quotidiano, commentare con le amiche, scoprire anticipazioni da persone che vivevano negli USA, tentare di reperire giornali americani specializzati, poi, in seguito, disperarsi per la brusca interruzione e per il lungo silenzio, gioire per la ripresa, due anni dopo, e infine assistere all’agonia degli ultimi anni, fino alla puntata finale, dopo oltre dieci anni dal primo contatto con la saga degli Alden e dei Donovan.

L’entusiasmo per “Quando si ama” mi ha portato ad entrare in contatto con l’allora vasto mondo delle soap del daytime americano (sedici titoli in produzione contemporaneamente negli anni ottanta, attualmente ridotti a soli quattro) anche perché spesso vi era un passaggio di attori da una serie all’altra e, in qualche caso, anche dei personaggi, con l’espediente del “cross-over”: sono quindi stata telespettatrice, anche se non assidua, di “Capitol”, “Sentieri” ,”Febbre d’amore” ,”Santa Barbara” e “Beautiful” (The Bold & the Beautiful”), e sporadicamente ho visto qualche puntata anche delle altre arrivate da noi.

Negli anni novanta la loro presenza sulle nostre reti si è pian piano ridotta, fino ad arrivare alla desolante situazione di oggi,  che vede la sola “Beautiful” in una posizione privilegiata, con ascolti ancora buoni da noi e ottimi in patria, mentre l’altra superstite, “Sentieri”,  da diversi anni usata come “tappabuchi” e trasmessa in micropuntate di durata variabile (a volte anche meno di dieci minuti!), sembra destinata alla soppressione, in quanto si vocifera che le ultime puntate di questa soap storica, terminata negli Usa qualche mese fa, non siano state  acquistate.

Per fortuna grazie ad Internet è tuttora possibile non solo seguire, in lingua originale, quelle attualmente in programmazione negli USA (cosa che ogni tanto faccio), ma anche ricordare quelle ormai concluse, attraverso filmati, immagini, articoli di giornale, siti sull’argomento e altro materiale facilmente reperibile in rete.

Io stessa ho conservato alcuni ritagli di giornale, soprattutto riguardanti “Quando si ama” e alcuni numeri di riviste americane specializzate nel settore (“Soap Opera Digest” e “Soap Opera Weekly”) acquistati in occasione di due viaggi negli USA che ebbi la fortuna di fare all’inizio degli anni novanta.

Vorrei quindi ripercorrere le alterne vicende della mia soap preferita, sia da noi che in patria, attraverso i miei ricordi e i documenti a disposizione, omaggiare gli attori, i personaggi e le storylines che maggiormente mi hanno emozionato, con  incursioni anche nel terreno delle altre note soap che, seppure in misura minore, mi hanno fatto compagnia per tanti anni.

Elogio della vita bucolica: “Cabocla” di Benedito Ruy Barbosa

Pubblicato da: mindybr su: 6 febbraio 2012

Proseguendo con la carrellata dei ricordi targati Rede Globo, dopo i quattro capolavori già menzionati (“La schiava Isaura” “Dancin’days” “Agua Viva” e “Ciranda de Pedra”) vorrei soffermarmi su un’altra trama che in quel periodo gradii molto per la sua genuinità e delicatezza: mi riferisco a “Cabocla” (termine col quale si indicano in Brasile i meticci, nati dall’unione tra bianchi e indios) novela del 1979, da noi  tradotta col titolo di  ”Fiore Selvaggio”. E’ una produzione di Benedito Ruy Barbosa, autore che, come ho già detto, non sempre incontra le mie simpatie, ma che a volte mi sorprende piacevolmente, come in questo caso o come fece successivamente con l’ambiziosa “Pantanal”.

La vicenda è ispirata al romanzo di Ribeiro Couto e rappresenta la seconda trasposizione dell’opera sullo schermo. Il ruolo di protagonista venne affidato all’allora giovanissima Gloria Pires, reduce dal successo di “Dancin’days”, e accanto a lei vollero il bel Fabio Junior: l’affiatamento tra i due fu tale che nacque una vera storia d’amore, sugellata presto da un matrimonio e dalla nascita, nel 1982, di Cleo Pires, attualmente anche lei attrice per la Globo.

La coppia da quel momento apparve più volte sui giornali, sia per il loro lavoro che per la loro vicenda privata.

La vicenda di “Cabocla” era ambientata nei primi anni del novecento a Vila Da Mata, nello stato Espirito Santo, nel sud-est del Brasile: qui, nella fazenda del suo padrino, il colonnello Boanerges, viveva la giovane e semplice Zuca, fidanzata del contadino Tobias, ragazzo piuttosto rude e geloso.

Un giorno alla fazenda arrivava da Rio il cugino di Boenerges, Luis Jeronimo, malato di tubercolosi, al quale il medico aveva suggerito di trasferirsi in campagna per beneficiare dell’aria salubre. Luis, un avvocato bohemien, abituato a vivere nel lusso,tra donne esuberanti e divertimenti sfrenati, rimaneva incantato dalla sensualità naturale di Zuca, che a sua volta si innamorava perdutamente di lui.

La loro storia d’amore trovava numerosi ostacoli: le differenze sociali, la malattia di Luis, Tobias che non aveva nessuna intenzione di perdere Zuca e in seguito l’arrivo di Pepa, la donna con cui Luis aveva avuto una relazione in città.

Mentre i due giovani affrontavano tali difficoltà, nel paese si svolgeva la lotta politica tra Boanerges e il suo rivale, il colonnello Justino, aggravata dal fatto che i loro figli, Neco e Belinha, si erano nel frattempo innamorati.

Nel finale  i contrasti venivano sanati, e c’era un lieto fine per tutti, dopo una lunga serie di appassionanti momenti drammatici, commoventi, romantici, intervallati dai siparietti comici  delle dispute tra i due colonnelli e degli sforzi dei loro familiari per placare gli animi.

La novela ebbe in Brasile un grande successo: molto gradita risultò la storia tra Neco e Belinha, tanto che ad un certo punto divenne più seguita di quella tra i due personaggi principali.

Nel 2004 la Globo ha realizzato un remake della novela, molto fedele all’originale in quanto opera delle figlie di Ruy Barbosa, e il successo si è ripetuto.

In Italia arrivò nel 1984 e beneficiò della fama già acquisita dalla Pires e da Fabio Junior, ma anche da noi molti amarono in modo particolare  il burrascoso leagme tra Neco (Kadu Moliterno) e Belinha (Simone Carvalho).

Per quel poco che posso ricordare, essendo passati tanti anni dalla visione,, l’abilità di Ruy Barbosa fu quella di saper dipingere alla perfezione il quadro sociale dell’epoca, mostrando il contrasto tra la vita della nobiltà carioca e quella del popolo di una cittadina di campagna dell’interno. Era evidente l’amore dell’autore per la terra, per la natura, nella quale vedeva incarnati la passione, la forza, la sanità fisica ma anche il benessere spirituale, temi che riprenderà in futoro in “Pantanal”, arricchendoli di ulteriore simbologia.

Della vita politica dell’epoca si mostravano le pratiche scorrette, le questioni burocratiche, le liti sulle proprietà terriere, lo svolgimento delle campagne elettorali, l’importanza del voto esercitato in maniera consapevole, attraverso l’informazione e non la sopraffazione; inoltre, nell’ultima puntata si parlava dell’estensione del diritto di voto a tutta la popolazione.

Ecco quindi che la novela non si riduceva ad un semplice intreccio amoroso, ma permetteva di entrare in un determinato luogo, in un’epoca del passato e di conoscerne le caratteristiche e Ruy Barbosa in questo è maestro (“Sinha Moça”, da noi “La padroncina” ne è un altro esempio). Il motivo per cui molte volte non mi appassiono alle storie di questo autore è che spesso perde di vista questa sua capacità e si lascia trasportare solo dal lato romantico della storia, perdendosi in un vortice di coppie che si creano poi si disintegrano : è il caso di “Terra nostra”, dove, nonostante le premesse iniziali, ho trovato ben poco di interessante.

A me non è più capitato di vedere questa prima versione di “Cabocla”, ne auspicherei una replica, magari in uno dei tanti canali del digitale dedicati al “vintage”, ma avrei anche voglia di dare  un’occhiata a quella più recente, data anche la presenza di attori del calibro di Tony Ramos e Patricia Pillar. Inoltre il ruolo di Belinha è interpretato da Regiane Alves, visibile attualmente in  ”Paginas da vida”, su Lady Channel, un’attrice che fino ad ora ho sempre apprezzato e che ritengo perfetta per incarnare quel personaggio.

Ho cercato su You tube qualche filmato per ricordare questa piacevolissima storia:

SIGLA ITALIANA, VERSIONE STRUMENTALE DI QUELLA ORIGINALE

ABERTURA BRASILIANA : “MAGOAS DE CABOCLO ” – Nelson Gonçalves

IL PROGRAMMA “VIDEO SHOW” RICORDA LA NOVELA:

Che fine ha fatto “Ciranda de pedra”?

Pubblicato da: mindybr su: 4 gennaio 2012

Quando si pensa alle telenovelas Globo arrivate in Italia negli anni ottanta, i tre nomi che tutti ricordano sono “La schiava Isaura”, “Dancin’days” e “Ciranda de pedra”. Se le prime due le abbiamo viste circolare su varie reti locali in questi anni (e Lady Channel, del gruppo Sky, ha anche riproposto Dancin’days recentemente), la terza sembra sparita nel nulla, e non solo per quanto riguarda l’Italia.

In Brasile,per tutto il 2011, in base a quanto ho letto in rete,  molti hanno sperato in una replica, dal momento che ricorreva il trentennale della prima messa in onda, e visto anche che la neonata rete a pagamento Viva stava e sta tuttora  riproponendo i vecchi successi della teledrammaturgia brasiliana.

Purtroppo ciò non è avvenuto: la novela fu riproposta in patria un’unica volta, solo nel lontano 1983.

In Italia arrivò su Retequattro (gestione Mondadori, era pre-berlusconiana) alla fine del 1982 e terminò nel giugno 1983, fu replicata col titolo de “La fontana di pietra” un paio di anni dopo, ma da allora non se ne ebbe più sentore.

Inoltre, contrariamente a tante altre vecchie novelas, nessuno nel web sembra possedere le vecchie registrazioni, quindi per i nostalgici non resta che qualche brevissimo video su you tube.

La novela è ancora oggi ricordata per l’accurata ricostruzione della  São Paulo degli anni quaranta: io la vidi da ragazzina, e di certo all’epoca ero più colpita dalla trama e dai personaggi, ma sarei curiosa di rivederla ora  per soffermarmi  sulla scenografia, sulla sceneggiatura e sui costumi.

“Ciranda de pedra” era basata sull’omonimo romanzo di Lygia Fagundes Telles, del 1954, che affrontava temi come la morte, il tradimento, la separazione, l’omosessualità, il tutto visto attraverso gli occhi della giovane Virginia che, nel corso di  un doloroso processo, vedeva le sue fantasie adolescenziali infrangersi contro il rifiuto della sua famiglia. Il titolo, quel girotondo di nani di pietra,  simboleggiava infatti la famiglia di Virginia, un circolo chiuso nel quale a lei inizialmente era proibito entrare; quando, in seguito, riusciva finalmente a farne parte, grande era la sua delusione nello scoprire  che i componenti erano come quei  nani mostruosi, duri e freddi.

Il romanzo venne adattato per la televisione da Teixeira Filho e diretto da Reynaldo Boury e Wolf Maya. Nei ruoli principali c’erano attori di prim’ordine: Lucelia Santos (Virginia), Eva Wilma (Laura), Armando Bogus (Daniel), Adriano Reys (Natercio), Norma Blum (la governante Frau Herta), Priscila Camargo (Otavia), Silvia Salgado (Bruna) Edson Celulari (Sergio).

             

Uno di essi, Adriano Reys, è mancato lo scorso novembre,all’età di 77 anni,  a causa di un tumore al fegato: aveva iniziato a recitare negli anni cinquanta e lo aveva fatto incessantemente, sia in televisione che al cinema, fino al 2009.Lo avevamo visto in Italia anche in Happy End (Final Feliz), Giungla di cemento (Selva da pedra),  Atto d’amore (Barriga di aluguel).

                

La novela raccontava le conseguenze della dolorosa separazione tra il ricco avvocato Natercio Prado e la moglie Laura, pittrice di idee moderne. Lui, tradizionalista e autoritario, col suo atteggiamento l’aveva ossessionata per molto tempo, procurandole delle crisi nervose, per le quali  l’aveva fatta internare. Successivamente, la donna era andata a vivere in casa del suo medico, il dottor Daniel, nel modesto quartiere di Villa Mariana,portando anche la figlia minore, Virginia. Con Natercio, nella lussuosa villa, erano invece rimaste le altre due figlie, Bruna e Otavia.

Al compimento della maggiore età Virginia, piena di illusioni ma anche di paure, tornava a vivere con le sue sorelle e il padre, tentando invano di stabilire un rapporto con i suoi familiari,ma incontrava molte difficoltà nell’adattarsi al nuovo ambiente , anche a causa dell’ostilità della terribile governante Frau Herta. Nel frattempo, a poco a poco venivano fuori tutte le verità sul suo passato, tra cui la scoperta di essere figlia del dottor Daniel…

Indimenticabili, nella mia memoria, le scene della follia di Laura, la freddezza di Natercio, la rigidità di Frau Herta, l’instabilità di Otavia, l’espressione triste  di Virginia, le immagini del giardino della famiglia Prado con la fontana e il girotondo dei nani…

In Italia la sigla era “Fumo negli occhi”, cantata da Gianni Morandi, mentre l’abertura originale si chiamava “Céu cor-de-rosa”, eseguita dal Quarteto em Cy.

Eccole entrambe, prese da You Tube:

Nel 2008 è stata realizzata un’altra versione di “Ciranda de pedra”, ma non ha avuto il successo sperato e, per quello che ho visto, non c’è paragone con quella del 1981: il ruolo di Virginia è diventato secondario e in primo piano si è voluta porre la storia d’amore tra Laura e Daniel, snaturando così  la storia originale. Inoltre l’attrice scelta per il ruolo di Laura, la pur brava Ana Paula Arosio, era decisamente troppo giovane rispetto al personaggio (idem si dica per Marcello Antony come Daniel), mentre Tammy Di Calafiore alquanto scialba nei panni di Virginia.

E, in attesa che qualcuno soddisfi il desiderio di tanti di riavere la “Ciranda” targata 1981  sui nostri schermi, rinfreschiamoci la memoria con una chamada e una scena di Virginia con la sua mitica retina azzurra in testa. :)

Le produzioni Globo stanno tornando in Italia?

Pubblicato da: mindybr su: 15 dicembre 2011

La notizia dell’acquisto di una telenovela recente, “Paginas da vida”, targata Rede Globo,da parte dell’Italia, girava già da qualche anno: si parlava  di Rai Due in un vecchio articolo in portoghese apparso in rete, ma nelle pagine nostrane non se ne trovava traccia,  nessun rifermento negli annunci dei palinsesti Rai… insomma il tempo passava e io stessa non ci credevo più.

E invece quest’anno finalmente è arrivata la conferma e una versione doppiata delle novela, “Pagine di vita”, è approdata, cosa insolita, prima su un’emittente regionale, Antenna Sicilia, poi, da due settimane, su Lady Channel, canale dedicato esclusivamente al genere telenovelas.

Vorrei intanto parlare un po’ di questa rete televisiva, che ultimamente ha sorpreso anche i più schizzinosi, in quanto sta avendo un notevole riscontro di pubblico, tanto da essere ormai citata anche nei giornali più accreditati e non solo in rete tra i nostalgici del genere e i curiosi delle novità del mondo televisivo sudamericano.

Nato nel 2007, questo canale inizialmente si poteva vedere gratuitamente, sul satellite, e si limitava alla replica delle telenovelas trasmesse negli anni ottanta e novanta in Italia, quelle che avevano decretato il successo di veri e propri idoli del pubblico di ogni parte del mondo quali Edoardo Palomo, Veronica Castro, Grecia Colmenares,Jorge Martinez, Luisa Kuliok, Osvaldo Laport, Andrea Del Boca e così via.

Tante erano le richieste all’emittente di poter rivedere le storie più amate ma anche di trasmettere le nuove produzioni che Lady Channel ha pensato bene di incominciare ad inserire qualche titolo inedito e di entrare a far parte del gruppo Sky: in questo modo da un paio di anni  non è più una rete gratuita ma ha avuto modo di portare sugli schermi italiani alcune delle novelas più viste degli ultimi anni, come il fenomeno argentino “Padre Coraje”, che ha reso noto anche in Italia l’attore Facundo Arana, e “Cuidado con el angel” con un altro belloccio, William Levy, che subito si è conquistato una schiera di fans.

Dati i notevoli costi del doppiaggio, la maggior parte dei titoli è stata trasmessa in lingua originale, con i sottotitoli in italiano, ed è diventata un progetto, a mio avviso molto interessante, ma rischioso,chiamato “Lady en español”: in Italia sappiamo che esiste una innata pigrizia che ci impedisce di avvicinarci alle lingue straniere, inoltre siamo da sempre abituati ad un buon doppiaggio, però mi aspettavo maggiore entusiasmo da parte di un pubblico che da tanto richiedeva nuove telenovelas.

Intendiamoci, i riscontri sono buoni, ma c’è chi ancora, pur essendo fedele telespettatore di Lady Channel, preferisce evitare le telenovelas in lingua. Nelle  pagine dedicate all’argomento su Facebook o altri spazi in rete, insieme ai commenti positivi di chi apprezza il fatto di vedere le storie con le voci vere degli attori e di poter imparare una lingua divertendosi,  leggo infatti, con grande stupore, richieste di poter avere solo prodotti doppiati, nonché proteste, lamentele di chi neppure tenta l’esperimento, di chi continua a dire che “non si capisce niente”.

Se posso capire un tale atteggiamento da parte di persone anziane e prive di strumenti culturali, lo trovo incomprensibile da parte di un pubblico più giovane, più istruito, abituato a viaggiare e immerso nel mondo della comunicazione e della globalizzazione, ma voglio sperare che sia solo una questione di tempo e di abitudine e  che, magari, grazie anche al proliferare delle offerte televisive, sempre più persone potranno aprirsi verso il nuovo.

Attualmente dunque sono in onda su Lady Channel ben tre recenti telenovelas: “Sortilegio”, di Televisa, con il bel William Levy, “099 Central”, argentina, con la coppia di Padre Coraje, Facundo Arana e Nancy Duplàa, entrambe in lingua originale, e “Pagine di vita”, nella versione internazionale, quindi ridotta, e doppiata in italiano.

Ebbene, “Pagine di vita” ha esordito piazzandosi al primo posto della classifica: naturalmente questo risultato, per i motivi che ho detto sopra, è proprio dovuto al fatto che è in lingua italiana, quindi ha attratto più pubblico rispetto alle altre due (anche perchè, se già c’è resistenza verso lo spagnolo, figuriamociverso il portoghese… sottotitolata l’avrebbero vista quattro gatti :D ) ma  potrebbe preludere ad un arrivo di altri prodotti targati Globo, cosa sulla quale ho già interrogato Lady Channel.

Per ora non si sbilanciano, ma hanno fatto capire che se Paginas continuasse ad andare bene, la possibilità di vedere altri titoli potrebbe diventare realtà; ho suggerito e continuerò a suggerire altri titoli, “O Clone ” in primis, ma anche “Laços de familia”, “Paraiso Tropical”, “Celebridade” “Belissima” e “Mulheres Apaixonads”, che possono contare su attori già noti al pubblico italiano come Tony Ramos, Fernanda Montenegro, Gloria Pires,Vera Fischer, Malu Mader, Claudia Abreu.

A quel punto poi il pubblico inizierebbe a scoprire anche altri talenti e si aprirebbe la strada ad ulteriori lavori recenti, ma intanto stiamo a vedere se si manterrà vivo fino alla fine l’interesse per “Pagine di vita”.

Ironia e baci da Miguel Falabella

Pubblicato da: mindybr su: 2 novembre 2011

Da poco più di due settimane è iniziata la nuova novela delle sette su Rede Globo,”Aquele beijo”, di Miguel Falabella.

Come sempre faccio, ho guardato la prima puntata, ma solo per curiosità, visto che la novela di genere comico non è tra le mie preferite e che, tra gli attori, l’unico nome che poteva attrarmi era quello di Giovanna Antonelli; aggiungiamoci pure che di Falabella non avevo visto nulla, tranne  qualche scena della sua precedente e poco fortunata “Negocio da China”, per cui non mi aspettavo nulla di particolarmente interessante.

Invece devo confessare che è stata una piacevole scoperta: l’umorismo di Falabella, che si diverte a parodiare le situazioni classiche delle telenovelas, in particolare quelle messicane, la satira sociale, che si manifesta con battute e situazioni “politicamente scorrette”, i richiami alla commedia romantica hollywoodiana (l’incontro fortuito tra i due protagonisti mi ha fatto venire in mente “Un giorno per caso” con Clooney e la Pfeiffer) e la voce fuori campo dello stesso autore, che commenta la storia d’amore principale, creano un prodotto gradevole, divertente, un appuntamento di puro relax, tanto che dopo due settimane posso già definirmi “viciada”.

La storia racconta di come una serie di circostanze fortuite ci fa incontrare il grande amore della nostra vita e di come tutto inizia a partire da aquele beijo: nel caso dei due protagonisti, Claudia e Vicente, il bacio è quello che si scambiano a Cartagena, dopo una festa di  matrimonio, entrambi brilli,  delusi dalle rispettive relazioni.

“Um beijo muda tudo!” ci dice Falabella, ed ecco che Claudia e Vicente, tornati a Rio De Janeiro alle loro vite di sempre, non sono più gli stessi, non fanno altro che pensare a quel momento e, anche se Claudia sembra aver risolto le sue divergenze col fidanzato Rubinho, che ora le ha chiesto di sposarla, cosa che lei desidera da tempo, il destino li fa incontrare più volte e ogni volta tutti e due appaiono turbati…

Giovanna Antonelli (Claudia) e Ricardo Pereira (Vicente)

Lo stesso accade ad Alberto, marito della megera di turno Dona Maruschka: tutto inizia quando lui pensa di costruire un altro dei suoi numerosi negozi di lusso in un terreno che, pur appartenendo alla sua famiglia, da anni è occupato da una comunità di gente semplice, come la studentessa di giurisprudenza Sarita, per la quale il maturo uomo sente subito una grande attrazione e che sembra corrisponderlo, tanto che, nonostante lui sia il nemico da combattere, scatta presto il famoso bacio.

E “aquele beijo” è anche quello che il pegador Agenor ruba all’ingenua Belezinha, aspirante Miss Brasil non per suo volere ma per l’ossessione di sua madre, che vorrebbe con quel titolo soddisfare le aspirazioni che lei stessa aveva da giovane.

Molti personaggi sono un chiaro omaggio al tipico feuilleton messicano.

C’è Mirta, interpretata da Jacqueline Laurence (la Solange di “Dancin’days”) che sfoggia una benda sull’occhio, di colore sempre intonato all’abito, come la leggendaria Catalina de “La tana dei lupi”, classico degli anni ’80: interrogata dalla figlia sul perchè di tale bizzarria, risponde “Per come va il mondo oggi, preferisco guradarlo con un occhio solo!

Jacqueline Laurence (Mirta)    Maria Rubio (Catalina) in “Cuna de lobos”

                                  

C’è la veggente ciarlatana, che dichiara di convivere con un’entità spirituale, tale “Hermanita”, che le si è manifestata anni prima, dopo un incidente tragico avvenuto mentre tutta la famiglia stava guardando una novela messicana.

E c’è la donna che, per sfuggire alla povertà, assume l’identità di una sua compaesana, Damiana, e viene accolta dalla famiglia del fratello che, ritrovatala dopo tanti anni,intende riscattarla da una vita di miseria (tema de “La usurpadora” e simili).

Esilaranti i nomi affibbiati agli stravaganti personaggi della favela : Intima è  madre di Beleza, destinata  ad essere la più bella del Brasile; Ana Girafa è la parrucchiera, in realtà un travestito, fan di Lady Gaga; l’ambiziosa ragazza di colore della favela,  pronta a tutto per migliorare la sua posizione economica, si chiama Grace Kelly,mentre sua madre, ex prostituta divenuta in Francia contessa,è Deusa.

Molto divertenti sono il surreale Felizardo, padre di Agenor e proprietario di una piccola sartoria, interpretato da un bravissimo Diogo Vilela, la veggente Iara e il cugino Joselito, il quale la aiuta nelle sue sedute in quanto  è tra i due quello realmente dotato di poteri paranormali (sono i collaudati Claudia Jimenez e Bruno Garcia), la terribile Maruschka, un’ottima Marilia Pera, con le sue battute velenose che non risparmiano nessuno, superata in questo solo dalla madre, la già citata Jacqueline Laurence (“Mamma, sei tu che mi hai insegnato che il mondo è pieno di cose brutte.” “Sì, ma tu mi hai dimostrato che è anche peggiore di quello che io pensavo!!”).

Per i nostalgici delle novelas degli anni ’80, segnalo che l’interprete di Agenor è Fiuk, figlio di Fabio Junior, l’attore che ha fatto sognare tante adolescenti ai tempi di “Fiore selvaggio” e “Agua viva”: assomiglia  al padre e come lui canta ed ha molte ammiratrici, tuttavia come attore è ancora alle prime armi, vedremo se sarà altrettanto bravo.

Fiuk (Agenor) e  Bruna Marquezine (Belezinha)      

Fabio Junior in  ”Agua viva” (1980)

Chi invece conferma il suo talento è Giovanna Antonelli, che ci regala un personaggio moderno, una giovane donna che lavora come architetto, sensibile, romantica ed autoironica: le sue scene con Ricardo Pereira sono coinvolgenti, la chimica tra i due sembra buona, credo che sarà una coppia eccellente.

Tra i due si inserirà la ex di lui, Grazi Massafera, ex concorrente del BBB (Grande Fratello brasiliano): lei non mi piace proprio, ma visto che qui è la rivale e sembra che da boazinha diventerà villana, mi divertirò ad odiarla.

Grazi Massafera (Lucena)                             

Marilia Pera (Maruschka) e Victor Pecoraro (Rubinho)

Da sottolineare anche la sigla, una versione moderna del classico “Garota de Ipanema” che viene accompagnata dalle immagini dei baci più famosi delle novelas Globo.

E devo dire che anche le altre canzoni della trilha sonora mi stanno piacendo, le trovo azzeccate alle situazioni e ai personaggi.

Dunque per ora, per quanto mi riguarda, “Aquele beijo” è nota 10!

“De corpo e alma” è una novela di Gloria Perez, trasmessa da Rede Globo dall’agosto del ’92 al marzo del ’93, in 185 episodi.

Il tema principale della novela era la donazione di organi e l’inversione di ruoli tra uomo e donna .
Purtroppo, però, ben diverso fu il motivo per cui questa novela divenne argomento di interesse anche internazionale: durante le registrazioni l’attrice Daniella Perez, figlia dell’autrice della novela Gloria Perez, VENNE BRUTALMENTE ASSASSINATA dal collega che interpretava Bira, Guillerme De Padua (i due personaggi, Yasmin e Bira, nella novela avevano una storia) con la complicità della moglie di lui.


La tragedia avvenne il 28 dicembre 1992, di notte. Nei giorni successivi al crimine Gilberto Braga fu incaricato di portare avanti la vicenda, trovando una soluzione per l’assenza dei due personaggi: l’uscita di Yasmin dalla scena venne spiegata come viaggio di studio della ragazza, mentre Bira venne proprio cancellato dalla storia.
Dopo una settimana, pur straziata dal dolore, Gloria Perez riprese a lavorare e portò avanti la novela fino alla fine.
Daniela Perez aveva solo 23 anni, era una bella ragazza,amante della danza, sposata con un collega, Raul Gazolla (O Clone), e pare che la moglie di Guillerme De Padua, all’epoca incinta, fosse molto gelosa di lei: quella sera, terminate le riprese della telenovela, i due la raggiunsero mentre lei era ferma ad un distributore di benzina, la caricarono in macchina e, in un luogo isolato, in aperta campagna, la pugnalarono ripetutamente, fino ad ucciderla.

Dopo il fatto essi finsero  di essere preoccupati davanti alla famiglia  di lei, mentre erano in corso le ricerche che immediatamente portarono al ritrovamento del corpo. Da subito la polizia inziò a sospettare di loro, grazie ai testimoni e alla scoperta che Guillerme aveva falsificato la targa della sua auto.
I due prima negarono, poi confessarono accusandosi a vicenda e la conclusione fu che entrambi vennero processati e condannati a 19 anni di carcere, ma uscirono dopo 7 per buona condotta (nel frattempo si erano separati e lui risposato).
Gloria Perez da quel momento, con grande coraggio, oltre a lavorare incessantemente, perfezionandosi nella sua professione e ottenendo riconoscimenti  in più paesi, ha anche combattuto per cambiare la legge brasiliana in fatto di omicidi e sembra sia riuscita nel suo intento perchè ora c’è un maggiore rigore in casi analoghi.

La novela da allora non fu più riproposta: Gloria Perez ha dichiarato che se decidessero di farlo lei si licenzierebbe dalla Globo.

Su you tube ci sono alcune scene di questa trama che, fatalmente, aveva come elemento portante la morte improvvisa di una donna.

Vediamo dunque quali erano i principali avvenimenti di questa storia.

Diogo (Tarcisio Meira), un giudice retto, sente il suo matrimonio con Antonia (Betty Faria) andare in crisi quando perde la testa per Betina (Bruna Lombardi), che però muore in un incidente stradale poco dopo essere stata abbandonata dal magistrato.

Il suo cuore è trapiantato in Paloma (Cristiana Oliveira), una giovane donna sposata con uno spogliarellista, Juca (Victor Fasano), che lavora presso il Club delle Donne.
Diogo, che con Antonia ha un figlio, Filippo (Murilio Benicio), sentendosi in colpa , si avvicina a lei immaginando di stare accanto a Betina. Paloma, però, si innamora di lui senza sapere del suo coinvolgimento con la donatrice dell’organo.
Nel frattempo, Juca diventa il pupillo del misterioso Vidal (Carlos Vereza) e ottiene successo nel locale “Club delle donne”, diventando l’amante di Stella (Beatriz Segall), una ricca signora.
Nel corso della storia si inserisce la vicenda di due coppie, Caique e Bia e Terè e Vado, le quali, a causa di uno scambio di neonati, crescono l’una il figlio dell’altra.

E’ inquietante pensare che proprio in questa novela, in cui Gloria Perez ha voluto affrontare il tema della morte e della donazione di organi, sia poi avvenuta sul set una morte vera, e proprio di sua figlia!!
Non so proprio come abbia poi fatto e riprendere in mano la storia, a tornare negli stessi luoghi dove sua figlia non poteva più recitare le parole scritte da lei…ha dato prova di grande forza e incredibile coraggio!
Se poi pensiamo che dopo questa è stata in grado di scrivere altre novelas, migliorando sempre di più e arrivando al suo capolavoro, “O Clone”, si deve dedurre che questa donna sia veramente dotata di creatività e talento inusuali.
Quando ho visto “O Clone” non conoscevo ancora questa sua tragedia personale, ma dopo averne avuto notizia, ripensando alla profondità dei dialoghi, al tema della clonazione come mezzo per far rivivere un proprio caro deceduto in giovane età, agli interrogativi sul destino, sulla libertà dell’uomo, sui disegni di Dio e sulle possibilità offerte dalla scienza, ho capito che nello scrivere certe cose l’autrice ha messo molto della sua esperienza personale, delle sue riflessioni, del suo dolore, e questo me l’ha fatta apprezzare ancora di più.

Nell’ultima puntata di De corpo e alma, l’attore Stenio Garcia, molto legato a Daniela, ha letto una lettera della mamma alla figlia scomparsa: ecco il commovente momento.

“Belissima”: intrighi, colpi di scena e cast stellare

Pubblicato da: mindybr su: 31 luglio 2011

Sto apprezzando molto Gloria Pires in “Insensato coraçao” e, a dire la verità, non ricordo una novela o un film in cui non mi sia piaciuta.

Prima di Paraiso Tropical, di cui ho già parlato, era stata protagonista di un grande successo di Silvio De Abreu, “Belissima”, trasmessa da Rede Globo nel 2005/2006, insieme ad altri nomi importanti quali Fernanda Montenegro,  Tony Ramos, Lima Duarte, Claudia Abreu, Marcello Antony, Reynaldo Gianecchini e Claudia Raia.

Ecco un accenno di trama.

La storia si apre a San Paolo,con la commemorazione del 50° anniversario della creazione dell’impresa “Belissima”, leader nel campo della moda d’intimo femminile, di proprietà della potentissima Bia Falcao (Fernanda Montenegro).
Collabora con lei nell’amministrazione dell’impresa la nipote Julia Assumpcao (Gloria Pires): lei e suo fratello sono stati affidati alla nonna Bia dopo che la loro madre, la modella Stella, è morta improvvisamente.
Pedro (Henri Castelli) però ha preferito allontanarsi dall’intransigente nonna e vive in Grecia, dove ha aperto un ristorante, mentre Julia sopporta quotidianamente le umiliazioni della donna che la paragona sempre alla perfetta figlia Stella, la quale secondo lei le era superiore sia in bellezza che in stile.
Nelle prime puntate la famiglia Falcao si reca in Grecia dove Pedro ha deciso di sposare Vittoria (Claudia Abreu) , una ragazza che non appartiene alla loro classe sociale, per questo motivo osteggiata da Bia.
Durante il matrimonio Julia conosce un amico di Pedro, il greco Nikos (Tony Ramos), che rimane molto colpito da lei, ma il loro incontro è breve, perché la donna torna subito in Brasile; nel frattempo emerge che anche l’uomo ha un legame con il Brasile: là vive infatti suo figlio, avuto da una relazione con Katina (Irene Ravache), che ha successivamente sposato un altro uomo, il turco Murat (Lima Duarte), ignaro della cosa e che a sua volta nasconde un segreto del suo passato.
La figlia di Murat, Safina (Claudia Raia), è una donna sensuale, giunta al suo quinto matrimonio, che non riesce a nascondere la forte attrazione che prova per il meccanico Pascoal (Reynaldo Gianecchini), un ragazzo più giovane di lei: nascerà una movimentata e comica relazione clandestina.
Julia, tornata al suo lavoro, conosce l’affascinante Andrè (Marcello Antony), col quale inizia subito una storia d’amore, ma anche questa coppia ha come ostacolo principale Bia, che scopre presto che Andrè è un semplice operaio della ditta Belissima e naturalmente non approva che sua nipote lo frequenti.


Nel frattempo accade una tragedia: Pedro viene assassinato e Vitoria, incapace di seguitare a vivere in Grecia senza il marito, parte per il Brasile con la figlia Sabina, il fratello Tadeu e il fidato amico Nikos, quest’ultimo desideroso di incontrare il figlio e di rivedere Julia…

Da qui si sviluppa una vicenda movimentata, con intrecci amorosi, crimini e colpi di scena che io stessa conosco solo in parte in quanto non ho ancora terminato la visione.

Per quello che ho visto, ho apprezzato molto i primi capitoli ambientati in Grecia, con scenari suggestivi (Mikonos, Cipro e Atene), le interpretazioni di Fernanda Montenegro e della Pires, ovviamente, poi mi hanno colpito positivamente Gianecchini in questo ruolo brillante, Paola Oliveira, alla sua prima esperienza con la Globo che le ha dato notorietà e le ha permesso di essere, oggi, protagonista di “Insensato Coraçao”, e infine, come ho già evidenziato precedentemente, sono sempre ben lieta di ammirare il bel Marcello Antony, qui particolarmente interessante per l’ambiguità del suo personaggio.

La novela è stata tra le più viste dell’ultimo decennio: con una media di 48,5 punti di share, superata solo da “America” e “Senhora do destino”, ha soddisfatto ogni fascia di pubblico, dai bambini agli anziani, ha fatto incetta di premi ed ha così risollevato le sorti di Silvio De Abreu, reduce dal flop di “As filhas da mae”.

Ecco un elenco dei premi vinti, preso da Wikipedia:

Prêmio APCA

Prêmio Contigo!

Troféu Imprensa
Prêmio Qualidade Brasil
Troféu Leão Lobo

Serpenti e lucertole nella novela delle sette

Pubblicato da: mindybr su: 30 giugno 2011

Tra le novelas brasiliane di genere comico, quelle che vanno in onda su Rede Globo nella fascia preserale,ce n’è una che mi incuriosisce parecchio e che prossimamente vorrei  vedere.

Si tratta di “Cobras & lagartos” (Serpenti e lucertole), una storia di Joao Emanuel Carneiro (l’autore di “Da cor do pecado”, record di audiencia per quanto riguarda le trame delle sette dell’ultimo decennio),trasmessa nel 2006 con un notevole riscontro sia di pubblico che di critica.
E’ una commedia che contrappone due mondi sempre più distanti nella società attuale: quello della lealtà e dell’altruismo da una parte, e quello della superficialità, della sete di denaro e di potere dall’altra.

Vediamo a grandi linee la trama.

Omar Pasquim (Francisco Cuoco)ha trascorso gran parte della sua vita accumulando immense ricchezze, maturate come proprietario dei grandi magazzini Luxus e attraverso la vendita di animali esotici. In tal modo ha creato un impero, sinonimo di sfarzo e punto di riferimento di potenza per i ricchi di tutto il paese, che sta però per passare in altre mani a causa di una grave malattia che lo affligge e gli lascia poco tempo da vivere. Questo lo costringe a trovare un modo perchè questo immenso patrimonio non finisca nelle mani di coloro che non lo meritano.

Gli unici eredi naturali sono la sorella Milu (Marilia Perez) e i tre nipoti Leona (Carolina Dieckmann) la perfida, Bel (Mariana Ximenes), la romantica e Tomas (Leonardo Miggiorin)il buono a nulla. Il milionario Pasquim ritiene che solo la sua nipote preferita, Bel, sia degna della sua fortuna, ma lei rifiuta di accettare denaro dallo zio che considera egoista e avido.

Nel frattempo tutti i parenti e le persone in qualche modo vicine ad Omar iniziano a tramare per impossessarsi dell’eredità: l’uomo si rende conto di essere circondato da serpenti e per osservarli da vicino decide di assumere una nuova identità e si presenta a tutti col falso nome di Pereira.

Ciò che mi ispira particolarmente è vedere la Dieckmann, famosa  e spesso criticata per i suoi ruoli da “mocinha” (vedasi “Laços de familia”), nel ruolo della “cattiva” e, guarda caso, contrapposta alla Ximenes: esattamente il contrario di quello che ci hanno recentemente proposto in “Passione”…


E come in “Passione”, il personaggio che ha colpito di più il pubblico è stato quello negativo: è evidente che le follie dei personaggi malvagi hanno sempre un certo fascino……la povera Carolina, che hanno massacrato come Diana, qui era idolatrata come Leona!!!
Tra l’altro la Dieckmann in Cobras e lagartos  era molto bella, mentre in Passione sembrava facessero di tutto per renderla sempre più grigia e spenta…
Segnalo alcune scene trovate su Youtube che riguardano il personaggio di Carolina. Esilaranti!

Leona assume il comando della Luxus (il tema, azzeccatissimo, è “Erva venenosa” di Rita Lee)

Comportamento folle di Leona:

Uno dei tanti scontri tra Leona e Ellen (Tais Araujo):

Procede con successo in Brasile “Insensato Coraçao”: ancora una volta Gilberto Braga ha saputo creare una trama avvincente che ha pienamente soddisfatto i suoi fans.

Voglio ora ricordare un suo precedente successo, quello he molti ritengono il suo prodotto migliore ma che, sfortunatamente, non è mai arrivato da noi, nonostante il periodo in cui è stata realizzata fosse quello in cui le novelas imperversavano anche sulle nostre reti.

Vale tudo è infatti una novela di  Braga del 1988, scritta con il solito Ricardo Linhares e diretta da Denis Carvalho,attualmente in replica sulla rete Viva brasiliana. E’ considerata un capolavoro, una storia che ha inciso profondamente nella teledrammaturgia brasiliana.

Il tema affrontato, “E’ ancora possibile essere onesti nel brasile di oggi (Braga parlava del 1988), dominato dalla corruzione e dalla disonestà?” creò interesse e discussioni all’epoca, ma risulta attuale anche oggi (le repliche stanno infatti ottenendo ascolti altissimi),e allo stesso modo i personaggi, come Maria di Fatima (Gloria Pires), la madre Raquel (Regina Duarte) e la perfida Odette (Beatriz Segall) sono considerati tuttora tra i più riusciti delle novelas di tutti i tempi e hanno aumentato la fama delle rispettive attrici.

Vediamo brevemente la trama.

Raquel Accioli  è separata dal marito da dieci anni,cioè da  quando, dopo una violenta discussione, ha deciso di lasciarlo e andare a vivere con sua figlia,l’ambiziosa Maria de Fatima , nella casa di suo padre, Salvador,a Foz do Iguacu, nel Paranà. L’unico bene di famiglia è una casa modesta che Salvador ha donato alla nipote, ma la ragazza non è entusiasta all’idea di vivere sempre lì e parla sempre di trasferirsi a Rio. Rachel invece non si lamenta della sua vita: lavora come guida turistica e cerca di trasmettere alla figlia i valori dell’onestà e della semplicità. Improvvisamente muore Salvador e Fatima, senza dire nulla a sua madre, vende la casa  e parte per Rio de Janeiro per inseguire i propri sogni di ricchezza, non importa in quale modo. A Rio conosce Cesar Ribeiro, ex modello che aveva il mondo delle passerelle letteralmente ai suoi piedi, e che ora è un gigolò. Rachel, incredula dopo aver scoperto cosa ha fatto sua figlia, parte per Rio alla ricerca della ragazza, illudendosi che sia stata raggirata da qualcuno per agire in tale modo. Maria de Fatima intanto viene presentata da Cesar a Solange Duprat, un produttrice  di una rivista di moda, ed inizia a lavorare come  modella e a vivere nella sua casa. Subdolamente usa l’amicizia di Solange per avvicinarsi al fidanzato di lei, Afonso Roitman, e riesce a sposarlo.

La storia passa quindi  a mostrare le scelte contrapposte di madre e figlia: Maria de Fatima cerca di arricchirsi grazie ad un  matrimonio interessato, mentre Rachel, che vende panini sulla spiaggia, lavorando onestamente finisce per diventare proprietaria di una catena di ristoranti.

Raquel si è intanto innamorata di Ivan Meireles,un uomo che condivide i suoi stessi principi, reduce da un licenziamento inatteso,ma, a causa delle macchinazioni della terribile Odette Roitman e della stessa Fatima, lui verrà ingiustamente accusato di furto e finirà per sposare Helena Roitman.
Parallelamente, vengono affrontati altri argomenti di attualità: la pittrice Helena Roitman (Renata Sorrah), figlia di Odette,  lotta contro l’alcolismo e conosce l’amore con William (Dennis Chapman); Bartolomeo (Claudio Corrêa e Castro), padre di Ivan, è disoccupato e ha difficoltà a trovare un lavoro per non saper utilizzare il computer; Marco Aurelio (Reginaldo Faria), vice presidente del settore dell’aviazione Odette Roitman, TCA, commette diverse irregolarità, sottraendo denaro dalla società per cui lavora.


Gilberto Braga, inoltre inserisce il tema scottante dell’omosessualità, anche quella femminile:la sorella di Marco Aurelio ha infatti una relazione con un’altra donna, Cecilia. Al tempo si è ritenuto che, a causa delle polemiche sui personaggi gay, Gilberto Braga avesse dovuto rimuovere il personaggio di Lala Deheinzelin, ma secondo l’attrice Cristina Prochaska la morte del personaggio era già prevista dall’autore.

Revival: una famiglia americana della tv anni ’70

Pubblicato da: mindybr su: 26 aprile 2011

Fino ad ora ho parlato di produzioni brasiliane,  ma certamente nel nostro paese è stata la serialità americana ad avere il peso maggiore: quando iniziò l’invasione dei telefilm, principalmente made in USA, negli anni ’70, ero una bambina, quindi i miei ricordi sono piuttosto sfuocati, però ormai, anche grazie alla rete, a You Tube e al proliferare dei canali televisivi,  è possibile per tutti noi riportare a galla i ricordi della nostra infanzia “televisiva”.

Mi è capitato recentemente di rivedere, proprio su You tube, spezzoni e anche interi episodi, in lingua originale, di una delle prime serie che all’epoca mi appassionò, più dell’osannato e ancora replicato “Happy days” o più del fenomeno “Furia”, che sinceramente ricordo  più per la canzone di Mal che per la storia: si tratta de “La famiglia Partridge” (in inglese “partridge” significa “pernice” e infatti nella sigla i componenti della famiglia erano rappresentati proprio da una famiglia di pernici), telefilm di genere comedy, trasmesso in Italia alla fine degli anni settanta, in fascia preserale.

Raccontava di una madre vedova che, con i suoi cinque figli, creava una band pop e iniziava a girare l’America a bordo di un coloratissimo autobus, esibendosi in locali di varie città: era dunque una storia “on the road”, nella quale ogni volta la famiglia si trovava ad affrontare piccoli e grandi problemi, legati sia al loro lavoro che alle vicende personali, il tutto comunque narrato con toni leggeri, spesso anche comici, e sempre accompagnato dall’ascolto dei loro brani.

Shirley Jones, all’epoca attrice nota per i suoi ruoli nel cinema, interpretava la madre,  e il belloccio David Cassidy il figlio maggiore, il chitarrista Keith: erano madre e figlio anche nella realtà e gli unici nello show a cantare realmente, cosa che fanno ancora oggi.

Susan Dey, una giovane modella filiforme dal viso angelico, era stata scelta  per interpretare la figlia quindicenne Laurie, mentre il piccolo Danny Bonaduce, capelli rossi, lentiggini e battuta sempre pronta, era il buffo Danny, di dieci anni, che rappresentava l’elemento comico del gruppo e interagiva spesso con l’impresario, nonché amico di famiglia, Reuben Kincaid (Dave Madden).

C’erano infine i due figli più piccoli, il batterista Chris (prima Jeremy Gelbwaks, poi Brian Foster) e la piccola Tracy (Suzanne Crough) che suonava il triangolo.

La serie andò avanti, negli USA, per quattro stagioni, per un totale di 96 episodi,sulla rete ABC,  tra ascolti altissimi, dischi in classifica, riconoscimenti vari, ed ebbe termine quando a David Cassidy iniziarono a stare stretti i panni del bel Keith: in realtà la sua non fu una scelta felice, perché non riuscì più a raggiungere la stessa popolarità che lo show gli aveva dato.

Anche per Danny Bonaduce il dopo-Partridge non fu una passeggiata: divorzi, problemi di droga e di alcool, arresti, licenziamenti hanno dominato la sua carriera, tanto che ultimamente l’attore ha scelto di parlare dei suoi problemi in un’autobiografia, “Random acts of badness”, che è stata un bestseller.

Meglio andò a Susan Dey, che interpretò altri serials con buoni risultati (“Emerald Point N.A.S., in italia noto come “Navy”, L.A. Law tra gli altri) diversi tv movies,come “Little women” e alcuni film per il cinema,  tra i quali il  delizioso “Echo Park”.

Come tutte le ragazzine dell’epoca, ricordo che anche io ero affascinata da Keith Partridge, avevo delle sue foto incollate sul diario scolastico e con una mia amica e il fratello ci divertivamo a interpretare la canzone “Together”, in Italia utilizzata come sigla; poiché non conoscevamo ancora l’inglese, però, io avevo provveduto a scrivere una mia personalissima versione italiana del brano, che cantavamo con l’ausilio di una pianola giocattolo.

Mi piacevano quell’atmosfera di allegria, l’ armonia familiare che regnava, nonostante la mancanza del padre, in tutti gli episodi, il rapporto di rispetto e collaborazione tra la madre e i figli, le scene brillanti tra Danny e l’apparentemente burbero Reuben: oggi probabilmente verrebbe considerata una serie “buonista”, ma sinceramente rimpiango questo tipo di famiglia quando mi capita di vedere qualche scena di  telefilm  per adolescenti, in cui ormai la trasgressione e l’eccesso vengono proposti come normalità e il ruolo dei genitori è pressoché passivo o, peggio, rappresenta un modello estremamente negativo.

Sono andata, per curiosità, a vedere come sono diventati oggi i protagonisti di questo telefilm…ecco cosa ho trovato:

David Cassidy                          Shirley Jones                Susan Dey

    

Danny Bonaduce                 Brian Foster                Suzanne Crough

              

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